Scopri cos’è la disfagia, come riconoscerla e gestirla con accorgimenti pratici, dieta modificata secondo gli standard IDDSI e strumenti utili per garantire pasti sicuri e sereni
Disfagia e invecchiamento: riconoscerla e intervenire in modo efficace
Un disturbo comune ma spesso poco riconosciuto
La disfagia è una difficoltà nella deglutizione che può rendere complesso ingerire cibi, liquidi o persino la saliva. Sebbene possa comparire in ogni fase della vita, è nella terza età che si manifesta con maggiore frequenza, soprattutto in presenza di malattie neurologiche, dopo un ictus o a seguito di interventi chirurgici che coinvolgono gola e apparato digerente.
Quando non viene individuata e affrontata in modo corretto, la disfagia può influire in maniera significativa sul benessere generale della persona, favorendo disidratazione, malnutrizione e, nei casi più gravi, episodi di aspirazione che possono sfociare in infezioni respiratorie.
Sintomi della disfagia negli anziani: come riconoscerli
I sintomi non sempre sono immediati o evidenti. Alcune persone possono tossire o avere la sensazione di soffocare durante i pasti, mentre altre manifestano segnali più sottili, come un cambiamento del tono della voce dopo aver ingerito, una crescente difficoltà a iniziare la deglutizione o un inspiegabile calo del peso corporeo.
Spesso è proprio l’osservazione quotidiana da parte dei familiari o degli operatori a fare la differenza, perché permette di cogliere piccoli dettagli che, messi insieme, indicano la necessità di una valutazione da parte di medici o logopedisti specializzati.
Come gestire la disfagia nella vita quotidiana degli anziani
Gestire la disfagia richiede attenzione, ma nella maggior parte dei casi sono sufficienti alcuni accorgimenti per rendere il momento del pasto più sicuro e sereno. Un ritmo lento, porzioni ridotte e una postura corretta — con il busto ben eretto e la testa in posizione neutra — sono strategie semplici ma efficaci. Anche evitare di mangiare quando si è molto stanchi o distratti può contribuire a ridurre il rischio di difficoltà o incidenti.
Dieta modificata per disfagia: il ruolo degli standard IDDSI
Un ruolo centrale è svolto dall’adattamento delle consistenze degli alimenti. Gli standard IDDSI sono oggi il riferimento internazionale per definire quali cibi e quali liquidi siano più adatti alle diverse forme di disfagia. Grazie a questa classificazione, è possibile offrire pasti più sicuri e allo stesso tempo vari e piacevoli, evitando che la persona viva il momento del pasto come un obbligo o una fonte di stress.
Strumenti utili per la gestione della disfagia
Per rendere più semplice questo percorso, esistono strumenti sviluppati proprio per chi si occupa di persone con disfagia. Il FUNNEL IDDSI kit, per esempio, permette di testare in pochi secondi la consistenza dei liquidi, aiutando caregivers e operatori a preparare pasti realmente adeguati.
Accanto a questo, stanno riscuotendo grande interesse il kit di pasti pronti e calibrati secondo gli standard IDDSI, come quelli proposti da ristosano , che offrono soluzioni pratiche e complete, utili soprattutto nelle strutture o nelle famiglie che desiderano garantire varietà e sicurezza senza rinunciare al gusto.
Prendersi cura di una persona con disfagia significa trovare un equilibrio tra sicurezza, nutrizione e piacere del pasto. Grazie alla combinazione di accortezze quotidiane, strumenti mirati e indicazioni specialistiche, è possibile migliorare in modo significativo la qualità della vita degli anziani e delle persone fragili, restituendo al cibo il suo valore più autentico: un momento di nutrimento, ma anche di relazione e serenità.

